Roma, (askanews) – Stephen Woods è una delle vittime australiane della pedofilia, venute a Roma mentre il cardinale George Pell, un tempo arcivescovo di Melbourne, testimoniava in videoconferenza con la Commissione australiana che si occupa degli abusi nel continente. “Sono il più giovane di sette fratelli. Noi tre più piccoli siamo stati tutti molestati e picchiati da tre preti diversi. Uno dei miei fratelli è morto, uno è stato molte volte in prigione, io ho dovuto abbandonare il lavoro per i postumi del trauma. I miei genitori sono morti pensando di averci tradito. Ma non fu colpa loro, fu colpa della Chiesa a cui ci avevano affidato”. “Noi vogliamo che le cose cambino. Vogliamo che le vittime siano seguite in tutta l’Australia e in tutto il mondo. Il papa come capo di una grande religione ha l’ultima parola su quello che avviene. Vogliamo vedere un cambiamento vero e radicale”. “Se solo mia madre fosse viva e ci vedesse qui, a Roma, dove siamo venuti a portare la montagna da Maometto per così dire. Sarebbe interessante vedere il Papa, ma solo se porterà a un vero cambiamento e a prendersi cura di tutte le vittime”.